Contratto di Convivenza

 

Il contratto di convivenza disciplina aspetti patrimoniali e non della coabitazione con un vero e proprio accordo.

L'istituto è stato introdotto nel panorama italiano solo nel 2013, ed è entrato in vigore il 5 giugno 2016 con la legge 20 maggio 2016 n.76 nota come “legge Cirinnà”, ma a molti stati nel mondo già era noto. Tale innovazione si inserisce nel più ampio disegno legislativo riguardante le unioni civili e le convivenze di fatto.

I contratti di convivenza possono essere scritti da un Avvocato che ne certifica la conformità alle norme imperative e di ordine pubblico. Lo stesso provvederà poi alla registrazione presso l'anagrafe.

Riporto un estratto dell'articolo 1 della citata legge:

 

50.  I  conviventi  di  fatto  possono  disciplinare   i   rapporti
patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la  sottoscrizione
di un contratto di convivenza. 
  51. Il contratto di cui al comma 50, le  sue  modifiche  e  la  sua
risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena  di  nullita',  con
atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione  autenticata  da
un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformita' alle norme
imperative e all'ordine pubblico. 
  53.  Il  contratto  di  cui  al   comma   50   reca   l'indicazione
dell'indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate le
comunicazioni inerenti  al  contratto  medesimo.  Il  contratto  puo'
contenere: 
  a) l'indicazione della residenza; 
  b) le modalita' di contribuzione  alle  necessita'  della  vita  in
comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e  alla  capacita'  di
lavoro professionale o casalingo; 
  c) il regime patrimoniale della comunione dei  beni,  di  cui  alla
sezione III del capo VI del titolo VI  del  libro  primo  del  codice
civile. 
  54. Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza  puo'
essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza con
le modalita' di cui al comma 51. 
 
  56. Il contratto di convivenza non puo' essere sottoposto a termine
o condizione.  Nel  caso  in  cui  le  parti  inseriscano  termini  o
condizioni, questi si hanno per non apposti. 

 

Di seguito un infografica informativa del Consiglio Nazionale Forense.

 

Contratti di Convivenza

 

Da ultimo la circolare dell’INPS n.38 del 27/02/2017, ha finalmente chiarito l’estensione dei permessi della legge 104 anche al partner individuato nell’unione civile e al convivente di fatto, così da poter fruire di 3 giorni di permesso speciale per l’assistenza alla persona gravi disabilità.

Questo indirizzo è stato il portato del disposto dalla legge n.76/2016 (che istituisce e regolamenta, tra l’altro, le unioni civili tra persone dello stesso sesso) e dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 213/2016.

I permessi sono quindi oggi fruibili:

• dalla parte di un’unione civile che presti assistenza all’altra parte;

• dal convivente di fatto di cui ai commi 36 e 37, dell’art. 1, della legge 20 maggio 2016, n. 76, che presti assistenza all’altro convivente”.